Bot filtering nel paid media: proteggere il budget dalle IVT
Fino al 22% del traffico paid è invalido. Come strutturare un filtering pipeline che protegge budget, attribuzione e rapporti con gli advertiser.
Nel 2026 la IAB stima che tra il 15% e il 22% del traffico display e native sia Invalid Traffic (IVT). Su un budget mensile a sei zeri, sono decine di migliaia di euro bruciati in bot che non convertiranno mai. Ma il danno vero non è solo il click sprecato: è la contaminazione dei dati di attribuzione e la perdita di fiducia da parte degli advertiser quando le conversioni non tornano.
Le tre categorie di traffico invalido
- GIVT (General Invalid Traffic): crawler noti, bot dichiarati, data center IP. Filtrabili con liste pubbliche.
- SIVT (Sophisticated Invalid Traffic): bot mascherati da browser reali, click farms, hijacked devices. Richiedono analisi comportamentale.
- Low-quality human traffic: utenti reali ma con intent nullo, spesso da incentivi o notifiche push aggressive. Tecnicamente non fraudolento, ma comunque distruttivo per la metrica CPA.
Il pipeline di filtering che usiamo
Layer 1 — Pre-bid
Blocco a monte, prima che il bid parta:
- Liste IAB Spiders & Bots aggiornate settimanalmente.
- Blocklist di data center (AWS, GCP, Azure ranges) su placement dove non atteso.
- Geo-fencing su paesi fuori target.
Layer 2 — On-click
Verifica al momento del click, con TTL sotto i 50ms per non impattare la landing:
- Fingerprinting leggero: risoluzione schermo, timezone, plugin, canvas hash.
- Rate limiting per IP e per subid publisher (max N click/minuto).
- Detection di sequenze di click "troppo perfette" (intervalli identici, user-agent identici).
Layer 3 — Post-click behaviour
Sulla landing e sul funnel:
- Time-to-first-interaction: click sotto i 300ms sono quasi sempre bot.
- Mouse movement / scroll depth minimi.
- Compilazione form con pattern automatici (email random, telefono zeri).
Layer 4 — Post-conversione
- Match con la lista IVT dell'advertiser (spesso restituita nel postback status=rejected).
- Cohort analysis a 7/30 giorni: cluster di conversioni che non arrivano mai a lead qualificato o vendita.
KPI che monitoriamo ogni giorno
- IVT rate per source: percentuale di click filtrati vs totale.
- CVR delta tra traffico grezzo e filtrato: un delta sano è tra 8% e 15%.
- Post-lead quality score dell'advertiser: se scende sotto una soglia condivisa, la sorgente viene messa in pausa in automatico.
Perché farlo in-house
Le suite anti-fraud enterprise (DoubleVerify, IAS, HUMAN) sono ottime ma pensate per grandi advertiser brand-safety oriented. Per un performance publisher su verticali CPA/CPL i costi non giustificano l'utilizzo esclusivo: la soluzione più efficace è un pipeline proprietario integrato ai layer 2-3-4, con validazione periodica su campioni analizzati da provider terzi.
Il beneficio reale
Su clienti Finance e Home & Solar la pulizia del traffico ha portato:
- Riduzione del CPA effettivo tra il 12% e il 27%.
- Aumento dell'approval rate lead dall'71% all'89%.
- Estensione della vita media della campagna del 40% (advertiser che non chiudono più i budget dopo il primo mese di test).
Proteggere il budget dai bot non è un tema tecnico da relegare all'ad ops. È il fattore che decide se un advertiser rinnova o scappa dopo 30 giorni.
